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Tuyển Dụng

Migranti, Ong Al Contrattacco

22/01/2022

Quest’ultima circostanza fa già intravedere un possibile nuovo motivo di scontro nella maggioranza, in caso di una richiesta di “porto sicuro” all’Italia da parte delle Ong quando i migranti sono stati soccorsi a Malta. “Quattrocento persone salvate nella notte da navi civili Sea Eye4 e Rise Above. Chiediamo che le autorità italiane assistano subito gli 800 a bordo Sea Eye e ne garantiscano lo sbarco in un porto sicuro”, chiede Mediterranea saving humans. “Il salvataggio delle circa 400 persone – afferma Alarm Phone – ha richiesto molte ore e molte persone sono cadute in acqua. Le persone non dovrebbero essere costrette a rischiare la vita per raggiungere l’Europa”. Più di 1.100 persone salvate negli ultimi tre giorni da navi umanitarie attendono un porto di sbarco ma dal Viminale nessuna notizia. Navi con 800 persone a bordo, come la Sea Eye 4, non si vedevano da anni mentre la Ocean Viking con altre 314 persone ha ripreso la rotta verso il Mediterraneo centrale per eventuali altri soccorsi visto che gli aerei delle Ong che sorvolano il Mediterraneo negli ultimi giorni hanno avvistato diverse barche vuote. Alle dichiarazioni di Msf fa eco il comunicato del Moas, un’altra ong che opera in mare dal 2014.

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  • Saranno impiegati “attivamente” anche aerei, droni, e sistemi di sorveglianza, oltre che 8.500 persone in divisa, precisa il vice comandante delle Guardie di frontiera, Vladimir Nikiforenko.
  • La posizione della Lega sulla questione è affidata al senatore Roberto Calderoli.
  • «Deve essere chiaro – ha detto Bonino – che un magistrato parla per atti non per sospetti, non per ipotesi, illazioni.
  • Politiche europee disumane costringono le persone a mettersi in mare mettendo a rischio la loro vita”.
  • E lo si vede anche nelle parole espresse nelle scorse ore da Roberto Calderoli.

Come il nome della ong che gli ha salvato la vita, “Sos Mediterranée”. Makybel Sos si trova a bordo della Ocean Viking, la nave di salvataggio dell’organizzazione non governativa di cui porta il nome. Se si contano anche i migranti salvati dalla Geo Barents di Medici senza frontiere e dalla Sea-Eye4 dell’omonima ong tedesca, in totale fanno circa 800 persone. Tutte al limite delle acque territoriali italiane, sotto https://carovanemigranti.org/news/ la Sicilia, in attesa da giorni di un porto sicuro dove sbarcare.

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E presto partirà un’altra missione di Open Arms che ha varato nei giorni scorsi una nuova nave ammiraglia, la Open Arms uno che trasporterà a bordo 4 imbarcazioni semirigide e consentirà di alloggiare circa 300 persone, numero che, in caso di emergenza e senza compromettere le condizioni di sicurezza dell’imbarcazione, potrebbe aumentare. Dispone inoltre di 31 letti per l’equipaggio e di un ospedale con 26 posti letto. A cederla alla Ong spagnola il filantropo argentino Enrique Piñeyro che ha iniziato una stretta collaborazione con Open Arms attraverso la Ong Solidaire da lui diretta. ” Ci permetterà di consolidare la nostra presenza nella zona più letale del pianeta, in modo da proteggere in totale sicurezza tutte quelle vite vulnerabili che l’Europa lascia alla deriva”, spiega Open Arms. ” Finora nessuna autorità si è mossa per assegnare un porto sicuro alla nostra nave. Abbiamo bisogno di aiuto”, dicono dalla nave che ieri ha ricevuto viveri e generi di prima necessità dalla Ocean Viking prima che la nave di Sos Mediterranée riprendesse la rotta per la zona di soccorso. Tutti gli operatori delle ong assicurano di essere coordinati dalla centrale operativa della guardia costiera di Roma e di ricevere indicazioni precise sul porto di sbarco direttamente dal ministero dell’interno.

Le tre imbarcazioni hanno inoltrato diverse richiesta a Malta e all’Italia, dopo aver operato soccorsi tra le zone Sar di Libia e Malta. Fino allo scorso 20 dicembre, al gruppo si era aggiunta anche la Rise Above di Mission Lifeline che quel giorno ha potuto però sbarcare i 66 naufraghi recuperati giorni prima. Oltre al procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, e all’ammiraglio dell’operazione Sophia, Enrico Credendino, il 12 aprile la commissione di palazzo Madama ha ascoltato Riccardo Gatti, coordinatore dell’ong spagnola Proactiva open arms. Gatti è stato il primo rappresentante di un’ong a essere ascoltato dai senatori in una serie di audizioni. I sospetti di Frontex sono stati accolti dalla procura di Catania, città in cui ha sede l’agenzia europea per il controllo delle frontiere, che a sua volta ha aperto un’indagine conoscitiva – senza indagati né capi di accusa – sull’origine dei finanziamenti che permettono alle ong di sostenere le loro attività di ricerca e soccorso in mare.

L’indagine è stata ripresa da diversi mezzi d’informazione italiani che ne hanno amplificato la portata. Mentre alcuni senatori della Lega nord e di Forza Italia hanno chiesto alla commissione difesa del senato di aprire un’indagine conoscitiva sull’operato delle organizzazioni umanitarie nel Mediterraneo centrale. Tutto è cominciato il 15 dicembre del 2016 con un articolo del Financial Times.

“In Europa si sta per celebrare il Natale – si sfoga Fiona Alihosi, responsabile del team di soccorso della Sea Eye – e queste persone hanno il diritto di sbarcare in sicurezza, adesso”. L’accusa è stata formulata da Luca Donadel, un blogger, che il 6 marzo ha lanciato un video sul suo profilo Facebook in cui prometteva di spiegare “tutta la verità sui migranti”. Il video è diventato subito virale in rete ed è stato ripreso dalla trasmissione televisiva Striscia la notizia.